
ROBIN
Il progetto ROBIN studia, attraverso uno studio clinico randomizzato su bambini di 18-48 mesi, l'efficacia di integrare il robot umanoide NAO nel consueto intervento neuropsicomotorio del Servizio Sanitario Nazionale
Il progetto
Nei bambini con disturbo dello spettro autistico le abilità imitative sono spesso atipiche: un aspetto tutt'altro che marginale, perché l'imitazione è uno dei motori dell'apprendimento sociale.
Il progetto ROBIN studia, attraverso uno studio clinico randomizzato su bambini di 18-48 mesi, l'efficacia di integrare il robot umanoide NAO nel consueto intervento neuropsicomotorio del Servizio Sanitario Nazionale. NAO propone nuovi gesti e rispecchia in tempo reale le azioni del bambino, secondo la strategia dell'"essere imitati", per stimolare sguardo, vicinanza e gioco. Combinando valutazioni cliniche, motion-tracking, neuroimaging (f-NIRS) ed eye-tracking, il progetto verifica i benefici sull'imitazione, i correlati neurali e la loro generalizzazione all'interazione con le persone.
ROBIN è coordinato dalla Fondazione Don Carlo Gnocchi IRCCS (Dipartimento di Neuropsichiatria Infantile e Riabilitazione), che cura reclutamento, intervento riabilitativo e raccolta dei dati clinici e di neuroimaging, in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (Dipartimento di Psicologia), responsabile dello studio eye-tracking e della supervisione dell'approccio di social robotics. Il gruppo di ricerca è guidato da Giulia Purpura (Principal Investigator), con Silvia Annunziata (Co-PI, neuropsichiatra infantile) e Federico Manzi (responsabile dell’Unità Locale del CeRiToM per lo studio eye-tracking).